mercoledì 30 maggio 2012

Base sicura

Alle volte pare volermi far passare per scemo. 

Le dico ma stai facendo la scemetta con un altro ancora? Non hai detto che hai fatto la tua scelta e che il tuo compagno è la tua "base sicura", quello con cui hai deciso di costruire un futuro? Ma allora cosa stai combinando, capisco con me, con il pasticcio che abbiamo combinato l'anno scorso ancora non abbiamo preso bene le misure del nostro rapporto, ma con questo cosa stai combinando?

Io??? niente di niente, è solo un conoscente, un fornitore...
(séee, de chè?)

Mah :(

Non posto l'infinito scambio di sms, ne le ore di chat tra me e te, quelle forse in qualche modo per come sono io son altra cosa. Ma anche questo non è nulla? :

Il "fornitore" a te: Solo un brivido, sabato. Musica e cantante evito di commentarli, lo fanno da soli, ma il testo mi pare abbia un messaggio chiaro.



E gli rispondi così: Se Mi Vuoi, domenica, probabilmente prima di uscire in moto con la tua "base sicura".


Io forse non capisco, ma a me pare che se stai assieme ad una persona, magari, puoi evitare certi scambi. Oppure anche no, ma potresti provare ad essere un minimo sincera e dire: "ho voglia di flirtare un po', perché la mia "base sicura" è sì sicura," (e chi lo smuove quello!) "ma non capisce nemmeno lontanamente come darmi un'emozione, come riempire il vuoto in cui sto annegando".

Ma allora dico io, son proprio così cieco, come dici tu? o forse sono più sensibile di quanto non lo sia la tua "base sicura" che manco si è accorto, non dico della storia che abbiamo avuto, ma nemmeno di quanto ti manca un sorriso a scaldarti il cuore che ti sei ridotta a cercarlo via chat.

Continuo a volerti bene, non è più amore lo so e te l'ho detto, è ancora un sentimento che mi tocca nel profondo, ma farmi prendere per il culo ancora no, tanto meno se hai convinto un mio amico, quello che ho sacrificato per mesi per lasciarti alle sue cure, che a questo punto comincia a pensare che sia io lo sbarellato, perché menti anche al tuo psicologo, e loro son strani... devo credere che i loro pazienti non possano mentire perché non avrebbe senso dire "ho mal di testa" se poi hai il mal di schiena.

Ma allora piccola, cos'è cambiato da quel giorno che sei venuta qui, a casa mia, a Maggio dello scorso anno e piangendo mi hai detto: "Io ho la certezza assoluta di amarti, dopo quasi una anno, che va avanti la nostra storia, dopo mesi che non ci sentiamo e non ci vediamo, so che ti amo, (e tu non lo dicevi mai "ti amo", perché era una cosa troppo importante),... ma ho ricominciato a stare assieme con lui". E mi dicevi che era normale, non era una cosa assurda, che ero io a non capire. Poi quando ti ho suggerito "questa sera quando andrai da lui prova a dirgli 'sai sono qui con te, le mie mani nelle tue, la mia bocca sulla tua, il tuo membro dentro di me', prova a dirgli 'ma il mio amore è a Mestre, io sono innamorata di lui, ne sono sicura', prova e poi dimmi se lui capisce".

Quello che mi ha sempre stupito è stato che tu questa sconcertante verità sul tuo amore per me sei riuscita a dirmela solo quando hai saputo che un'altra persona aveva cominciato a carezzarmi il cuore. Avevo cominciato ad osservare forse, ma c'era ancora troppo rumore perché capissi. Ora mi è un po' più chiaro.

Cos'è cambiato da allora? Forse solo io.

Ma stai tranquilla, sono solo un po' amareggiato, anche di recente ti ho confermato la promessa di rimanerti vicino. Adesso, a vederti così, è ancora più difficile sottrarmi, vedo come stai... Lo so non sono io la tua "base sicura", ma ti farò da angelo custode ancora per un po'.

R. V.

mercoledì 4 aprile 2012

Il tempo

Piano.

Si spengono i rumori.

Lentamente.

Inizio a sentire.

sabato 25 febbraio 2012

Lutto - Perdita

Tutto quello che poteva essere e ad un certo punto non può essere più.
Serve un po' di tempo per elaborare.

Poi, alle volte, riesci ad accettarlo.


martedì 7 febbraio 2012

La differenza della posizione

Dire "stai lontano da me" non ha lo stesso significato di "sto lontano da te".

La prima é una richiesta e dipende dall'altro, la seconda è una azione che decido io.

Dal punto di vista del rinforzo positivo la prima lo annulla, è dipendenza, la seconda é dimostrare a se stessi, anche sbagliando, ma consapevolmente, che è possibile prendersi la responsabilità delle proprie scelte.

Una bella differenza.

Che ne dite?

lunedì 30 gennaio 2012

Il vuoto e il pieno - Fusione o accettazione del senso di mancanza

Il senso di vuoto è un tema che non smette di farmi riflettere, perché una delle implicazioni dirette è la "fusione", questo mi fa tremare, mi sgomenta, l'ho vissuta e ne ho visto l'effetto. L'annullamento dei due individui, e il collasso della coppia su se stessa. La morte, non solo della capacità di crescita della coppia ma anche dei due individui che la formano.
Narciso non fu in grado di comprendere/accettare l'altro e ne fu così spaventato da fuggire verso l'inanimato e morirne implodendo in se stesso...

Eco, non riuscendo ad eludere la "simbiosi", si annullò dissolvendosi in polvere. 
Tristano e Isotta come unico modo di difendersi dalla fusione non si incontrarono mai.


Qualche giorno fa stavo googolando su come trovare la corretta modalità di stare vicino ad una persona che subisce un abuso e mi sono imbattuto in un articolo sulle personalità borderline. Se vi interessa lo trovate qui, mi piacerebbe lo leggeste. Mi è piaciuto, molto, perché il terapeuta sa dare molto di se stesso, comunica molta empatia e perciò scrive non uno dei soliti articoli tecnici che alla fine non ti lasciano nulla se non semplici nozioni che per i "non addetti ai lavori" risultano essere sterili trattati (chissà se ai tecnici danno davvero qualcosa di più...).

In questo articolo ho ritrovato uno spunto di N. Lalli, "la Coppia Formazione e Crisi", suggerisce la possibilità di uscire dallo schema narcisistico-fusionale dando anche lui un valore al senso di mancanza, di vuoto. Un passaggio illuminante:



"La crisi adolescenziale comporta non solo l'acquisizione di una precisa identità sessuale ma anche una perdita: quella totipotenzialità che è tipica dell'adolescente.

Quando l'adolescente avrà superato questo suo lutto - e questo sarà 
possibile tanto più quanto più è stato valido il processo evolutivo 
precedente - quando avrà acquisito una propria specifica identità, allora 
potrà volgersi a trovare un diverso che non è un oggetto di potere, 
piacere, dominio ecc., ma un soggetto con cui condividere un progetto 
che non sia di mutua assistenza o puramente difensivo, ma possa essere di 
crescita e di sviluppo. Momento particolare del ciclo vitale che trova nella 
formazione della coppia, sicuramente, uno dei momenti più alti, prima di 
iniziare la lenta discesa della maturità. Una maturità che può essere vista 
anche come capacità di passare da una fase di dividuo, a quella di 
individuo."

Sulla personalità borderline, da cui ero partito e a cui ero arrivato cercando altro, Antonello Correale, cita un passaggio del Simposio di Platone. 

Si percepisce il senso maturo del significato di coppia e si supera, anche qui, il meccanismo della simbiosi. La possibilità, una alternativa, a ripetere sempre lo stesso schema, osservare che l'amore è anche prendere coscienza del fatto che ci manca sempre qualcosa.
«Noi parliamo dell’amore dicendo che l’amore è bellissimo, ma perché noi siamo sempre abituati a guardare l’amato, e non l’amante, allora l’amato è bellissimo, è stupendo, è meraviglioso, una donna stupenda, un uomo affascinante; ma guardiamo l’amante; l’amante è un signore un po’ calvo, un po’ gobbo, un po’ zoppetto il quale manca sempre di qualcosa e cerca nella bellezza dell’amato il completamento di ciò che non ha».
"Allora questa idea che l’amore nasce da una mancanza mi sembra un’idea molto ricca anche sul piano terapeutico, cioè è possibile aiutare queste persone a rompere questo muro narcisistico (l'incapacità di accettare l'altro per quello che è in grado di essere, non vedere l'altro per quello che è e accettare se stessi allo stesso modo. Mia nota personale), questa corazza che si mettono intorno perché loro hanno sempre ragione e dire loro: «guardi che nel problema di suo figlio forse c’è anche il fatto che lei stesso ha fatto una vita così difficile, suo figlio lei l’ha vissuto come un problema spaventoso, non l’ha vissuto soltanto come una gioia che Dio le ha mandato, ma come un problema terrificante. L’ha sempre fatta soffrire la sua paura di non essere capace». Allora, questa mancanza di qualcosa può in qualche modo mettere in moto anche un processo di sviluppo, cioè la mancanza, il vuoto, il dolore (scusatemi se faccio delle dichiarazioni troppo solenni) apre all’amore. Non è possibile amare se non si riconosce una mancanza in se stessi." (Antonello Correale)


Qui A. Correale arriva a dire che l'amore non porta sempre o solo a simbiosi/annullamento/dipendenza, ma addirittura propone l'amore come motore possibile per uscire dallo senso di vuoto e l'accettazione del vuoto, del dolore come moto verso l'amore. Magari sono io che capisco male.

Interessante non credete? Mi piacerebbe, dopo che avrete letto l'articolo, conoscere la vostra opinione. Ma qui, come commento, non come mail personale. La bellezza di un blog è anche quella di condividere e aprirsi ai suggerimenti dei pensieri degli altri.

R.V.

mercoledì 25 gennaio 2012

Il rasoio sul baratro

Cammino su un rasoio che mi dilania le piante dei piedi. Sotto il baratro. Indietro non posso tornare, li non c'è nulla. Davanti, pare cosi lontana, la costa del monte. Non riesco a camminare, fa troppo male.

Dovrei imparare a volare forse. Sganciare tutto questo peso e volare.

Mi fermo un po'. Respiro.

sabato 24 dicembre 2011

Babbo natale?

Manco ho fatto la letterina.

Eppure barba bianca mi ha fatto il regalo. Si è preso in anticipo, perché sapeva che era un regalo impegnativo e che avevo bisogno di tempo.

Ma lui è una personcina delicata e conoscendo le energie in gioco sapeva che mi serviva tempo.

Adesso è qui. Un regalo impegnativo. Mica il solito regalino... Qui per apprezzare ci vuole un bel po' di forza.

Ma sopratutto la capacità di prendere un bel respiro, osservare, accettare. Soprattutto lasciare che le cose corrano, da sole, un po' leggere.

Un bel regalo! Perché mi da la possibilità di creare rinforzi positivi. Ti impegni se vuoi qualcosa! Anche i regali bisogna saperli scartare.
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